Bronzaji

2 settembre 2009

A Luglio sono cominciati a comparire sulle strade cittadine dei semplici cartelloni a sfondo nero con la scritta BRONZAJ di vari colori. 

Nella più totale ignoranza di tale brand, vedere tale nome, il periodo nel quale sono magicamente apparsi i cartelloni e il fatto di essere presenti anche negli Autogrill dell’A1 in direzione mare, ha contribuito ad alimentare il sospetto che si trattasse della misteriosa pubblicità di una nuova crema solare o qualcosa di simile.

L’invito era comunque chiaro: recarsi sul sito Internet per scoprire di cosa si tratta.

E qui la sorpresa: abbigliamento!

Spostandoci da un’ottica più di comunicazione pubblicitaria ad una di marketing vero e proprio, leggiamo come l’azienda presenta sè stessa:

Bronzaji…..Cool….. Marchio nato nel 2005 dall’idea creativa di Alberto Bresci si concentra principalmente nella creazione di t-shirt felpe e polo spiccatamente glamour.
Il marchio in se non ha un significato reale ma vuole trasmettere un modo di essere e può essere interpretato da ognuno a piacere…..
Prodotto sempre fresco e simpatico, che ama fare dell’ironia giocando con colori, design e qualità eccellente.

Snob e allo stesso tempo simpatico, Bronzaji, è la t-shirt, la polo o la felpa per ogni occasione e per ogni tipologia di persona, dal teenager alla moda al professionista; da indossare con la giacca sartoriale o come capo eslusivo per la palestra.

Cool proprio per questo motivo, perché facile da vestire, comodo e semplice.

Obbiettivo di bronzaji è quello di affermarsi a livello internazionale come il nuovo oggetto must e nuovo modo di vivere l’abbigliamento……

Non so a voi, ma a me ricorda tanto un clamoroso precedente: GURU, e auguro quindi a Bronzaji di avere più successo non tanto in termini di fama quanto di risvolto economico – gestionale.


Roma 2009 – Campionati di nuoto

21 luglio 2009

 

Proprio in questi giorni la nostra Capitale sta ospitando i Campionati Mondiali di Nuoto. Evento sportivo di primaria importanza per il nostro Paese, battuto per fama solo dalla finale di Champions League svoltasi a fine Maggio. La campagna pubblicitaria della manifestazione ha avuto inizio alla fine del 2008 e ha visto Roma tappezzata di manifesti e la comparsa nel web del seguente filmato:

Però la questione di maggior interesse in questa sede è l’utilizzo dell’arte fatto. Verso la metà di Aprile è infatti iniziato il count down che avrebbe portato, da lì a 100 giorni, all’inizio dell’evento. Tale conto alla rovescia è stato realizzato mediante una campagna sulla stampa sportiva, realizzata dalla nota agenzia Saatchi & Saatchi, avente come protagonista una statua di atleta delle cinquantanove che ornano lo Stadio dei Marmi a Roma, opportunamente ritoccata con l’aggiunta di occhialini da nuoto. Lo slogan iniziale era Preparatevi a vivere l’evento dell’anno. 100 giorni ai mondiali di nuoto poi trasformato in Mondiali di Nuoto Roma 09. Gli dei dell’acqua stanno per sfidarsi.

 campionatinuoto2

 

 

 

 

 

 

La campagna gioca dunque sulla storicità di Roma e sulla forza dei suoi simboli.

Ma la domanda che vogliamo porci è: nobilitazione dei campionati o profanazione di una bellezza antica?


I cartelloni pubblicitari – JOHN LEMON

19 luglio 2009

 

Parlando di pubblicità di successo divulgate solo tramite le affissioni, il pensiero va sicuramente alla campagna ideata da Esselunga tra il 2001 e il 2005,  basata sulla trasformazione di un alimento in icona tramite l’incrocio di un attributo tipico di un personaggio noto con un’assonanza.

Per chi non se la ricordassPonzio_Pelatoe eccone un assaggio:Piero_della_Franpesca

 

 

 

 

 

John_Lemon

Indipendentemente dal fatto che possa piacere o meno, si tratta comunque di un esempio di successo. Per prima cosa Esselunga non è una catena di supermercati presente su tutto il territorio nazionale, ma solo nel Nord Italia con qualche punto vendita in Emilia e Toscana. Questo significa che i classici spot televisivi, che richiedono un notevole impegno economico, probabilmente non avrebbero soddisfatto le sue esigenze di comunicazione in modo adeguato. La cartellonistica, invece, ha il notevole vantaggio di poter essere collocata ad hoc nei punti di interesse e di avere delle spese di realizzazione assai più contenute. Il problema è, però, sempre lo stesso e cioè trovare qualcosa di sufficientemente accattivante per catturare l’attenzione del consumatore  in circa una frazione di secondo. E, in questo caso,  il gioco di parole si rivela essere la formula vincente. Esselunga non era nuova a questo genere di idee. Già tra il 1995 e il 1998 aveva tentato la strada del “Ballerina o carote?”

Ballerina o Carote

Orsetto o cocco

Ma è solo con John Lemon e soci che arriviamo addirittura ad una sorta di brand extension. Basti pensare che i cartelloni diventano immagini stampate sui sacchetti, sui quaderni, sui block notes, sui calendari, sui cataloghi premi.

Come ogni cosa, c’è sempre a chi piace o a chi non piace, chi la trovava banale e scontata e chi invece aspettava con curiosità l’uscita del nuovo personaggio. C’è anche chi, forse con una punta di esagerazione, ne ha fatto una questione morale usandola come mezzo per attaccare il consumismo.  Certo è che, sia in positivo che in negativo, ha lasciato il segno ed Esselunga sembra abbia trovato una lunga strada da percorrere per differenziare le proprie commodities da quelle della concorrenza.

Concludo quindi segnalandovi l’ultima campagna:

sagittario_800leone_800


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