Tiziano Ferro beve Martini?

27 luglio 2009

 

La domanda sorge spontanea dopo aver visto il video musicale dell’ultimo successo del cantante romano. Egli, infatti, sembra aver messo perfettamente in atto quanto previsto dal Codice Urbani in materia di Product Placement. In particolare la parte che afferma che la presenza di marchi e prodotti deve essere palese, veritiera e corretta.

Per chi non l’avesse visto di seguito il link:

Guardandolo con occhio attento forse vi sarete resi conto anche voi che:

Kelly Roland scende da una Rolls

Kelly Rowland scende da una Rolls

Tiziano beve Martini...

Tiziano beve Martini...

...e guida una Audi

...e guida una Audi

E voi ne avete scovati altri?

Roma 2009 – Campionati di nuoto

21 luglio 2009

 

Proprio in questi giorni la nostra Capitale sta ospitando i Campionati Mondiali di Nuoto. Evento sportivo di primaria importanza per il nostro Paese, battuto per fama solo dalla finale di Champions League svoltasi a fine Maggio. La campagna pubblicitaria della manifestazione ha avuto inizio alla fine del 2008 e ha visto Roma tappezzata di manifesti e la comparsa nel web del seguente filmato:

Però la questione di maggior interesse in questa sede è l’utilizzo dell’arte fatto. Verso la metà di Aprile è infatti iniziato il count down che avrebbe portato, da lì a 100 giorni, all’inizio dell’evento. Tale conto alla rovescia è stato realizzato mediante una campagna sulla stampa sportiva, realizzata dalla nota agenzia Saatchi & Saatchi, avente come protagonista una statua di atleta delle cinquantanove che ornano lo Stadio dei Marmi a Roma, opportunamente ritoccata con l’aggiunta di occhialini da nuoto. Lo slogan iniziale era Preparatevi a vivere l’evento dell’anno. 100 giorni ai mondiali di nuoto poi trasformato in Mondiali di Nuoto Roma 09. Gli dei dell’acqua stanno per sfidarsi.

 campionatinuoto2

 

 

 

 

 

 

La campagna gioca dunque sulla storicità di Roma e sulla forza dei suoi simboli.

Ma la domanda che vogliamo porci è: nobilitazione dei campionati o profanazione di una bellezza antica?


TIM – Con te partirò

20 luglio 2009

 

Pronunciare in questi giorni il nome di Fiammetta e pensare alla TIM è praticamente cosa scontata.

Il noto gestore telefonico ha infatti pensato di allietare la nostra estate con una mini soap opera che racconta la storia di 4 ragazzi, tanti sogni e belle speranze, in giro per l’Italia a fare concerti.

Per chi se la fosse persa ecco la prima puntata:

E’ cosa usuale che due o più spot sequenziali di un medesimo brand siano legati da un cosidetto fil rouge e la TIM ha applicato alla lettera tale principio dando vita a una piccola saga che ha, però, forse messo un po’ troppo in disparte tariffe e promozioni. Infatti, nonostante ad ogni spot corrisponda un’offerta, tutti sappiamo che Valentina è la ex di Marco, ma forse in pochi sanno quali sono i vantaggi della Summer Card 2009.

Però qualche risultato positivo l’ha dato, almeno per i ragazzi. Infatti, sull’onda dell’entusiasmo, la TBAND, questo è il nome del quartetto, ha firmato un contratto con la prestigiosa etichetta indipendente Sugar di Caterina Caselli. Da venerdì 19 Giugno Con te Partirò, il primo singolo, è in radio e in vendita su tutti gli store digitali.

Facebook invece ironizza un pò sulla cosa avendo provveduto in tempi rapidi a rendere disponibile il test “Chi sei dei 4 deficienti della pubblicità della TIM?” Io, utente medio del noto social network, l’ho fatto.

Alla fine comunque forse non ci è venuta voglia di sapere quali saranno le prossime tariffe, ma sicuramente resta ancora una domanda da porsi: come andrà a finire tra Fiammetta e Alan?

 


I cartelloni pubblicitari – JOHN LEMON

19 luglio 2009

 

Parlando di pubblicità di successo divulgate solo tramite le affissioni, il pensiero va sicuramente alla campagna ideata da Esselunga tra il 2001 e il 2005,  basata sulla trasformazione di un alimento in icona tramite l’incrocio di un attributo tipico di un personaggio noto con un’assonanza.

Per chi non se la ricordassPonzio_Pelatoe eccone un assaggio:Piero_della_Franpesca

 

 

 

 

 

John_Lemon

Indipendentemente dal fatto che possa piacere o meno, si tratta comunque di un esempio di successo. Per prima cosa Esselunga non è una catena di supermercati presente su tutto il territorio nazionale, ma solo nel Nord Italia con qualche punto vendita in Emilia e Toscana. Questo significa che i classici spot televisivi, che richiedono un notevole impegno economico, probabilmente non avrebbero soddisfatto le sue esigenze di comunicazione in modo adeguato. La cartellonistica, invece, ha il notevole vantaggio di poter essere collocata ad hoc nei punti di interesse e di avere delle spese di realizzazione assai più contenute. Il problema è, però, sempre lo stesso e cioè trovare qualcosa di sufficientemente accattivante per catturare l’attenzione del consumatore  in circa una frazione di secondo. E, in questo caso,  il gioco di parole si rivela essere la formula vincente. Esselunga non era nuova a questo genere di idee. Già tra il 1995 e il 1998 aveva tentato la strada del “Ballerina o carote?”

Ballerina o Carote

Orsetto o cocco

Ma è solo con John Lemon e soci che arriviamo addirittura ad una sorta di brand extension. Basti pensare che i cartelloni diventano immagini stampate sui sacchetti, sui quaderni, sui block notes, sui calendari, sui cataloghi premi.

Come ogni cosa, c’è sempre a chi piace o a chi non piace, chi la trovava banale e scontata e chi invece aspettava con curiosità l’uscita del nuovo personaggio. C’è anche chi, forse con una punta di esagerazione, ne ha fatto una questione morale usandola come mezzo per attaccare il consumismo.  Certo è che, sia in positivo che in negativo, ha lasciato il segno ed Esselunga sembra abbia trovato una lunga strada da percorrere per differenziare le proprie commodities da quelle della concorrenza.

Concludo quindi segnalandovi l’ultima campagna:

sagittario_800leone_800


L’ultimo CRODINO

17 luglio 2009

 

E’ uscito a Marzo nelle sale L’ultimo Crodino, primo movie italiano ad avere nel titolo un chiaro riferimento pubblicitario.

Il film, diretto da Umberto Spinazzolla, racconta l’insolita avventura di due maldestri amici, Pes (Enzo Iacchetti) e Crodino (Ricky Tognazzi) che, sommersi dai debiti, decidono di provare ad arricchirsi rubando la salma dell’ex direttore di Mediobanca, Enrico Cuccia, per ricattarne la famiglia. La commedia, a tratti brillante e divertente, si risolve prevedibilmente con il fallimento del piano dovuto alla disorganizzazione dei due strampalati protagonisti.

Crodino è dunque il soprannome di uno dei due amici, amante per l’appunto di tale aperitivo.

Contrariamente a quanto si possa pensare, aver attribuito ad un personaggio tale appellativo, non è cosa al limite della legalità.  Infatti, nell’ormai lontano 2004, la Legge Urbani ha legalizzato il product placement cinematografico.

L’iniziativa è stata promossa e realizzata dall’agenzia torinese Top Time (nelle persone di Paolo Tenna e Federica Femia) in collaborazione con l’ufficio marketing di Campari, che ha partecipato all’evento anche come sponsor.

Obiettivo comune era quello di riposizionare il brand dell’analcolico biondo, proponendolo al pubblico attraverso un canale insolito e cercando di valorizzarlo in termini qualitativi.

Ci sono riusciti? O nel nostro immaginario alla parola Crodino associamo ancora un grosso scimmione che reclama impertinente: Dino, dammi un Crodino!


Spot Coca Cola – Giulia e la crisi

17 luglio 2009

 

Ha fatto molto parlare in nuovo spot della Coca Cola di Giulia e la crisi:

Da un semplice punto di vista pubblicitario è il classico spot che è riuscito, come si usa dire in gergo tecnico, a “bucare”. Immaginate di essere davanti alla tele. Comincia la pubblicità, ma siete così stanchi che evitate lo zapping e la recepite passivamente. Dopo 3 o 4 spot tutti più o meno uguali, è molto probabile che scatti qualcosa in voi alla vista di qualcosa di diverso, anche se formalmente meno elaborato. Grafica semplice, colonna sonora pulita e spensierata, pochi colori (bianco e nero più il rosso Coca Cola) e una soave vocina che racconta più o meno cose che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita. Non so voi, ma io ho alzato lo sguardo e ho vissuto quei 30 secondi nello stato d’animo di una bambina a cui raccontano una favola.

E qui arriviamo a quella che, secondo me, è la parte più particolare della questione. Nella società attuale, l’utente medio ha fretta di capire subito di cosa si sta parlando e perché. Se tali informazioni non vengono fornite nell’immediato solitamente si corre il rischio che l’attenzione venga rivolta altrove.
Invece, in questo caso, in quei 20 secondi dall’inizio dello spot alla comparsa della familiare bottiglietta, il mio interesse era rivolto a quello che Giulia raccontava. Non penso serva Einstein per capire che la scelta della tematica trattata è stato il volano che ha catalizzato la mia concentrazione trattandosi di un tema di grande attualità e che ci tocca da vicino.

Saltando da un blog all’altro, passando per qualche forum, ho avuto modo di capire che si sono formate di fatto due linee di pensiero: quelli che affermano che bere la Coca Cola non ci aiuterà a pagare il mutuo alla fine del mese e quelli invece che hanno colto nello spot un messaggio ottimista. Pesonalmente credo che entrambi i punti di vista meritino di essere presi in considerazione anche perchè, come si suol dire, la virtù sta quasi sempre nel mezzo.

Quindi ricordando che  Coca Cola non si ripropone di portare la pace nel mondo, ma solo la felicità a tavola, concludo segnalandovi  La vera storia di Giulia:

 


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.