Parlando di pubblicità di successo divulgate solo tramite le affissioni, il pensiero va sicuramente alla campagna ideata da Esselunga tra il 2001 e il 2005, basata sulla trasformazione di un alimento in icona tramite l’incrocio di un attributo tipico di un personaggio noto con un’assonanza.
Per chi non se la ricordass
e eccone un assaggio:

Indipendentemente dal fatto che possa piacere o meno, si tratta comunque di un esempio di successo. Per prima cosa Esselunga non è una catena di supermercati presente su tutto il territorio nazionale, ma solo nel Nord Italia con qualche punto vendita in Emilia e Toscana. Questo significa che i classici spot televisivi, che richiedono un notevole impegno economico, probabilmente non avrebbero soddisfatto le sue esigenze di comunicazione in modo adeguato. La cartellonistica, invece, ha il notevole vantaggio di poter essere collocata ad hoc nei punti di interesse e di avere delle spese di realizzazione assai più contenute. Il problema è, però, sempre lo stesso e cioè trovare qualcosa di sufficientemente accattivante per catturare l’attenzione del consumatore in circa una frazione di secondo. E, in questo caso, il gioco di parole si rivela essere la formula vincente. Esselunga non era nuova a questo genere di idee. Già tra il 1995 e il 1998 aveva tentato la strada del “Ballerina o carote?”


Ma è solo con John Lemon e soci che arriviamo addirittura ad una sorta di brand extension. Basti pensare che i cartelloni diventano immagini stampate sui sacchetti, sui quaderni, sui block notes, sui calendari, sui cataloghi premi.
Come ogni cosa, c’è sempre a chi piace o a chi non piace, chi la trovava banale e scontata e chi invece aspettava con curiosità l’uscita del nuovo personaggio. C’è anche chi, forse con una punta di esagerazione, ne ha fatto una questione morale usandola come mezzo per attaccare il consumismo. Certo è che, sia in positivo che in negativo, ha lasciato il segno ed Esselunga sembra abbia trovato una lunga strada da percorrere per differenziare le proprie commodities da quelle della concorrenza.
Concludo quindi segnalandovi l’ultima campagna:

