E’ uscito a Marzo nelle sale L’ultimo Crodino, primo movie italiano ad avere nel titolo un chiaro riferimento pubblicitario.
Il film, diretto da Umberto Spinazzolla, racconta l’insolita avventura di due maldestri amici, Pes (Enzo Iacchetti) e Crodino (Ricky Tognazzi) che, sommersi dai debiti, decidono di provare ad arricchirsi rubando la salma dell’ex direttore di Mediobanca, Enrico Cuccia, per ricattarne la famiglia. La commedia, a tratti brillante e divertente, si risolve prevedibilmente con il fallimento del piano dovuto alla disorganizzazione dei due strampalati protagonisti.
Crodino è dunque il soprannome di uno dei due amici, amante per l’appunto di tale aperitivo.
Contrariamente a quanto si possa pensare, aver attribuito ad un personaggio tale appellativo, non è cosa al limite della legalità. Infatti, nell’ormai lontano 2004, la Legge Urbani ha legalizzato il product placement cinematografico.
L’iniziativa è stata promossa e realizzata dall’agenzia torinese Top Time (nelle persone di Paolo Tenna e Federica Femia) in collaborazione con l’ufficio marketing di Campari, che ha partecipato all’evento anche come sponsor.
Obiettivo comune era quello di riposizionare il brand dell’analcolico biondo, proponendolo al pubblico attraverso un canale insolito e cercando di valorizzarlo in termini qualitativi.
Ci sono riusciti? O nel nostro immaginario alla parola Crodino associamo ancora un grosso scimmione che reclama impertinente: Dino, dammi un Crodino!
Pubblicato da Francesca Nicolini